Albergo diffuso e viaggiatori asiatici
La rivista di bordo di Cathay Pacific analizza il fenomeno degli alberghi orizzontali in Europa, da Scicli a Corippo, tra turismo lento e borghi storici
L’interesse internazionale per il turismo sostenibile e per i piccoli borghi storici trova una conferma nell’articolo Albergo diffuso hotels: how to stay in a living village, firmato dal giornalista Duncan Forgan per la testata di Cathay Pacific.
La pubblicazione, che si rivolge principalmente a un pubblico di viaggiatori internazionali e asiatici, descrive l’albergo diffuso come un modello diverso e alternativo ai resort tradizionali, capace di integrare i servizi e le camere nel tessuto urbano di una comunità viva, trasformando le case vuote in suite e le strade del borgo nei corridoi dell’hotel. L’attenzione dimostrata dalla testata sottolinea la forte attrattività che questo modello registra nei viaggiatori provenienti dall’Asia, un pubblico oggi interessato, più del recente passato, alle radici culturali, al patrimonio storico, alla gastronomia e ai ritmi del turismo lento.
Nello scenario europeo descritto da Duncan Forgan, emergono tre casi emblematici che incarnano la filosofia della ricettività diffusa:
In Sicilia viene evidenziata l’esperienza dell’albergo diffuso di Scicli, splendida città barocca in cui le sistemazioni si sviluppano nel centro storico, tra antichi palazzi nobiliari e vie in pietra calcarea, permettendo al visitatore di sincronizzarsi con i ritmi quotidiani del luogo.
Spostandosi in Svizzera, nel Canton Ticino, l’attenzione si posa sul borgo di Corippo, dove l’albergo diffuso ha permesso la rinascita di un villaggio alpino che rischiava lo spopolamento, riconvertendo le case in granito e i tetti in lavagna in alloggi, e identificando nell’osteria locale il centro sociale dell’ospitalità.
L’articolo esamina poi il caso tedesco di Mainbernheim, in Baviera, dove il motto locale recita “l’intero centro storico è il tuo hotel”. All’interno della cerchia muraria medievale, antichi edifici storici, vecchie locande e persino una ex bottega di fabbro trasformata in birrificio sono stati recuperati per offrire una propposta legata all’identità del territorio.
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