Lo Stile di vita orizzontale

Lo Stile di vita orizzontale nei Borghi e nell’Ospitalità Diffusa

 

Abstract. Chiamo “Stile di vita orizzontale” il paradigma della vita nei borghi e dell’ospitalità diffusa, che si contrappone allo “stile di vita verticale” e “della fretta” che caratterizza le metropoli, ponendo al centro le relazioni, e l’integrazione con la comunità locale.

 

All’interno della visione teorica e pratica dell’Albergo Diffuso (AD) ideata da Giancarlo Dall’Ara, l’orizzontalità rappresenta il paradigma fondamentale per valorizzare i borghi italiani ed offrire un’alternativa concreta al modello turistico dominante.

 

1. Definizione di “Stile di vita orizzontale”

• Ospitalità relazionale e comunitaria: L’Albergo Diffuso si definisce come un albergo orizzontale perché le stanze e i servizi non si sviluppano verso l’alto all’interno di un unico edificio, ma sono diffusi tra case ed abitazioni storiche a breve distanza tra loro (entro 200 metri dal nucleo centrale).

• L’Ospite: L’ospite non viene relegato in una “bolla” per soli turisti, ma si integra temporaneamente nella comunità locale, ne condivide le consuetudini, i ritmi e la dimensione di vicinato.

• Il Borgo: Alcuni spazi pubblici del borgo assumono funzioni ricettive in maniera naturale: alcuni vicoli storici diventano i corridoi, una piazza diventa la hall, e le attività commerciali o artigianali del paese integrano la filiera dell’ospitalità.

• Sostenibilità e rigenerazione senza cementificazione: L’orizzontalità si traduce in un modello a impatto ambientale zero: non si costruisce niente di nuovo, ma si recupera il patrimonio edilizio esistente, con l’obiettivo di fermare lo spopolamento e rivitalizzare i piccoli centri.

• Stile gestionale: L’accoglienza rispetta lo spirito del luogo (genius loci) e le tradizioni locali, senza mutuare format o procedure dalla hotellerie urbana.

 

“L’Albergo Diffuso è la grande occasione per il sistema di offerta italiano di sperimentare e proporre ai mercati della domanda stili di ospitalità originali, nei quali proporre il proprio approccio ospitale, la propria cultura dell’accoglienza, senza prendere in prestito procedure e modalità gestionali standard.”
Giancarlo Dall’Ara

 

2.”Stile di vita verticale”

 

• La “Civiltà della fretta”: Il modello verticale riflette l’organizzazione delle metropoli e dei centri urbani, dove prevalgono il dinamismo spesso esasperato, le interazioni labili o impersonali, la fretta e la perdita di contatto con la comunità.

• Standardizzazione: Mentre lo sviluppo verticale tende a proporre ambienti omologati, lo sviluppo orizzontale può preservare, assieme ad una cultura relazionale, anche la dimensione non impattante delle abitazioni.

• L’Hotel tradizionale: L’albergo tradizionale funziona come un condominio verticale, un grande contenitore a più piani, distaccato e isolato dal contesto sociale ed architettonico in cui sorge.

 

Giancarlo Dall’Ara, agosto 2026

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