Dal turista al residente: il “modello” giapponese per ripopolare i borghi

Visitare, abitare, restare: la lezione dei borghi giapponesi

Ora che il dibattito sui borghi entra finalmente nel merito, voglio brevemente raccontarvi alcune esperienze che ho visto in Giappone.

Esistono aree, all’interno del Paese, nelle quali il turismo viene considerato soprattutto come occasione di contatto fra le persone che vivono in città e lo stile di vita nei borghi, perché si pensa – giustamente – che un visitatore possa anche diventare, nel tempo, un nuovo abitante, un imprenditore o un collaboratore della comunità locale.

Ecco brevemente le componenti principali di queste esperienze.

 

1. Abitazioni accessibili. Il primo elemento è la disponibilità di abitazioni a costi inferiori rispetto a quelli delle grandi città. Nei villaggi giapponesi esiste un vasto patrimonio di case vuote, a volte tradizionali, che i proprietari anziani non sono più in grado di mantenere o che gli eredi non intendono utilizzare.
Naturalmente l’accessibilità economica non significa necessariamente convenienza immediata, perché molte case richiedono interventi di ristrutturazione, adeguamenti antisismici, lavori sugli impianti e costi di manutenzione rilevanti.

 

2. Incentivi economici. Il secondo elemento è costituito dagli incentivi. Le Amministrazioni locali possono intervenire su diverse voci:
• contributi per la ristrutturazione delle case vuote;
• sostegni alle spese di trasferimento;
• riduzioni o agevolazioni fiscali;
• finanziamenti agevolati per il recupero degli immobili;
• contributi destinati alle famiglie con figli;
• aiuti per chi apre un’attività o crea servizi utili alla comunità.
L’aspetto più interessante è che l’incentivo non si limita a ridurre il costo della casa: cerca di rendere possibile un progetto di vita e di lavoro. Una casa recuperata può diventare abitazione, guesthouse, a volte piccolo albergo – o albergo diffuso, se in rete con altre – laboratorio artigianale o spazio per attività comunitarie.

 

3. Le akiya banks sono banche dati pubbliche create dalle Amministrazioni locali per censire e far conoscere le abitazioni vuote disponibili per la vendita, l’affitto o il trasferimento. Akiya significa “casa vuota” o “abitazione non occupata”, non necessariamente tipica. Le akiya banks non sono dunque di “banche” in senso finanziario, un servizio comunale di intermediazione informativa.

Il meccanismo funziona così:
• il proprietario segnala la casa vuota al Comune;
• l’amministrazione pubblica le informazioni sull’immobile;
• il potenziale acquirente o affittuario consulta la banca dati;
• il comune mette in contatto le parti;
• la compravendita o la locazione viene perfezionata con il coinvolgimento di un agente immobiliare abilitato.
Va detto che la disponibilità di una casa non garantisce la presenza di lavoro, servizi, scuole, assistenza sanitaria o trasporti, e senza un ecosistema locale, anche un’abitazione gratuita può non essere sufficiente ad attirare e tantomeno a trattenere nuovi residenti.

 

4. Il quarto elemento riguarda il lavoro. Il turismo può creare occupazione in attività ricettive, ristorazione, accompagnamento, manutenzione del paesaggio, produzione agroalimentare, artigianato e gestione di itinerari.
Poter lavorare nel turismo può diventare anche un attrattore per nuovi abitanti provenienti dalle città. Una persona può iniziare con la gestione di una guesthouse, con l’accompagnamento dei visitatori o con la ristorazione, e successivamente sviluppare altre attività: vendita di prodotti locali, eventi culturali, servizi digitali, agricoltura, coworking o formazione.
In questo senso, il turismo svolge una funzione di infrastruttura relazionale: permette al nuovo arrivato di conoscere il territorio, entrare in rapporto con gli abitanti e verificare concretamente se quel luogo può diventare il proprio ambiente di vita.

Giancarlo Dall’Ara

 

Trovate qui il mio Laboratorio In difesa dei borghi


Akiya banks
Le akiya banks fanno parte di una rete di banche dati municipali sostenuta dal Ministero giapponese del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo. Il Ministero ha creato un elenco nazionale dei siti comunali dedicati alle case e ai terreni vuoti con strumenti di ricerca aggregata degli immobili disponibili.

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