Storia e attualità dell’Albergo Diffuso in Corea
L’albergo diffuso in Corea è oggi un riferimento importante nei dibattiti su rigenerazione dei villaggi, turismo lento e riuso di case vuote, grazie a una serie di articoli di quotidiani nazionali, media online e blog professionali comparsi soprattutto dopo il 2015.
L’interesse coreano per l’albergo diffuso nasce come osservazione del modello italiano, presentato inizialmente in ambito accademico e nei media specializzati in politiche territoriali e turismo rurale. Studi coreani che trattano la “recovery of rural centres and Albergo Diffuso” introducono il caso italiano come pratica esemplare di riuso dei centri storici minori, collegandolo ai problemi coreani di spopolamento delle campagne e “estinzione” delle aree locali.
A partire dalla seconda metà degli anni 2010 il termine “알베르고 디푸소 / Albergo Diffuso” comincia a comparire nei media generalisti e di lifestyle. Il quotidiano Chosun Ilbo, nella rubrica di architettura “박진배의 공간과 스타일”, presenta i “piccoli villaggi che diventano hotel” e cita esplicitamente l’albergo diffuso come modello europeo di borgo‑hotel, spiegando come i borghi italiani abbiano trasformato case abbandonate in camere d’albergo mantenendo il tessuto urbano originario. Parallelamente, portali come Daum rilanciano servizi sul “village hotel project”, in cui l’AD viene richiamato come archetipo internazionale quando si parla di progetti in Giappone.
Nel mondo del turismo e del lifestyle digitale, diversi media online spiegano l’AD a un pubblico più ampio. Il sito trend‑marketing TREND.M pubblica un articolo intitolato “알베르고 디푸소 | 작은 마을이 호텔로 변화하는 비결” che illustra in forma divulgativa la storia del modello, le sue regole di base (reception e servizi comuni, camere distribuite, gestione unica imprenditoriale) e i vantaggi in termini di marketing territoriale e turismo, usando sempre il termine in caratteri latini “Albergo Diffuso” accanto alla trascrizione coreana, e insistono sull’idea che “l’intero paese diventa hotel” e che gli ospiti vivono “come residenti”, facendo la spesa nei negozi e frequentando i bar del luogo.
I portali di prenotazione in lingua coreana contribuiscono a normalizzare il termine, mantenendo la denominazione italiana nel nome ufficiale. In questo modo l’espressione entra nel lessico turistico come categoria riconoscibile accanto a hotel, B&B e hanok stay.
Nell’ultimo quinquennio l’attenzione si sposta progressivamente dall’Italia all’Asia orientale. Agenzie stampa e portali in lingua inglese e coreana annunciano, per esempio, il caso dell’AD Town di Hirado (anche questo un modello ideato da chi scrive), come “primo a livello internazionale”.
GD
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