Albergo Diffuso non si traduce: storia di una vittoria culturale (e di marketing)

 

Abstract: Perché il termine Albergo Diffuso non viene tradotto all’estero? Una recente analisi conferma che oltre il 90% della stampa internazionale e della letteratura accademica adotta la dicitura originale italiana, preferendo la traslitterazione fonetica persino in Giappone

 

Una recente analisi semantica sulla stampa internazionale e sulla letteratura accademica ha rivelato un dato rivelatore: in oltre il 90% degli articoli pubblicati nel mondo, il modello viene citato con il suo nome originale italiano: “Albergo Diffuso”.

Le traduzioni – dall’inglese Scattered Hotel al – molto più raro – francese Hôtel éclaté – sopravvivono come note, utili per spiegare il concetto, ma non per nominarlo. Persino in Giappone e in Corea, dove l’alfabeto è diverso, si preferisce la traslitterazione fonetica del suono italiano (A-ru-be-ru-go Di-fu-zo) a una traduzione di significato.

Questo dominio linguistico non è frutto del caso. È il risultato di una precisa strategia di posizionamento che con l’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi (ADI) porto avanti da sempre.

Fin dall’inizio, la nostra raccomandazione ai gestori, ai giornalisti, agli autori di guide e alle Istituzioni pubbliche, è stata di non tradurre il nome.

E questo per almeno tre motivi:

– per veicolare assieme al nome, il suo essere “made in Italy”;

– perché l’AD nasce per i borghi, che in Italia hanno storicamente avuto uno sviluppo orizzontale (e non verticale come è quello delle città);

– perché tradurre “Albergo Diffuso” con “Scattered Hotel” (o peggio Diffused Hotel) avrebbe significato ridurre il modello a una sola caratteristica architettonica (la distanza tra le case/camere).

L’Albergo Diffuso, invece, è molto di più: è relazione con i residenti, è lo stile di vita italiano dei borghi, è l’autenticità dei servizi e dei luoghi. Mantenere il nome in italiano significava costringere il mondo a confrontarsi con la nostra cultura dell’accoglienza, non solo con la nostra edilizia.

È la stessa logica che si applica al termine B&B: nessuno in Italia direbbe “vado in un Letto e Colazione”. Il termine originale è diventato il nome della categoria. Noi siamo riusciti a fare il percorso inverso: imporre un termine italiano come standard globale.

Così, ogni volta che un giornalista di New York, di Tokyo o di Berlino scrive “Albergo Diffuso”, sta facendo un’operazione di marketing per il “made in Italy”.

Giancarlo Dall’Ara


Fonte: Elaborazione Osservatorio ADI su dati Google Scholar e Google News, e Rassegna stampa internazionale dell’Albergo Diffuso, novembre 2025

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