Ospitalità nei borghi: i numeri dell’Albergo Diffuso

 

Abstract. L’articolo offre un’analisi comparativa dei trend strutturali dell’Albergo Diffuso (AD) in Italia, risultante dalla lettura incrociata dei dati contenuti nei Report annuali ADI pubblicati tra il 2022 e il 2026. L’indagine evidenzia la stabilità delle dimensioni medie (19-23 camere) e il ruolo cruciale del modello nel tessuto socio-economico dei borghi, sottolineando l’elevata incidenza dell’occupazione femminile (65%). Emergono, nel quinquennio osservato, dati significativi sulla capacità di destagionalizzazione – con aperture medie superiori ai 10 mesi annui – e un progressivo consolidamento della clientela internazionale, guidata dai mercati di Germania e USA.

 

  1. Dimensioni e modello

I dati dei Report dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi 2022-2026, confermano che l’Albergo Diffuso ha mantenuto una dimensione media estremamente stabile negli anni, definendosi come una struttura ricettiva di medie dimensioni perfettamente integrata nel borgo:

  • Edifici e camere: in media, un AD è composto da 6-7 edifici diversi, conta tra le 19 e le 23 camere e offre mediamente tra i 43 e i 47 posti letto.
  • Distanza: la distanza massima tra l’area di accoglienza (hall) e la camera più lontana si attesta in un raggio che va dai 160 ai 230 metri.
  1. Forma giuridica e gestione

L’Albergo Diffuso si è consolidato come un modello di impresa strutturato:

  • Forma societaria: prevale nettamente la forma della società di capitali (S.r.l.), che costituisce il 52-60% del campione analizzato, denotando una gestione professionale.
  • Proprietà degli immobili: Si nota una costante frammentazione proprietaria. Nell’ultima rilevazione datata 2026 la maggior parte acquisisce le unità abitative di terzi tramite contratti di affitto o comodato d’uso.
  1. Impatto occupazionale e ruolo femminile

L’AD è un’impresa ad alta intensità lavorativa che genera un forte impatto socio-economico locale:

  • Volumi occupazionali: ogni struttura impiega stabilmente una media di 5-6 addetti fissi annuali a cui si aggiungono dai 5 agli 11 addetti stagionali. Come regola generale, ogni due camere di un albergo diffuso si crea un posto di lavoro.
  • Parità di genere: una costante distintiva è la netta prevalenza femminile, che si attesta intorno al 65% del totale degli addetti. Le donne non sono relegate solo ai piani (95,7%), ma dominano nei reparti direzionali e amministrativi (52%), nella comunicazione e marketing (60,9%), nell’accoglienza (69,6%), e nei reparti di sala (82,6%) e cucina (75%).
  1. Destagionalizzazione e ristorazione

  • Apertura prolungata: l’Albergo Diffuso riesce a contrastare in modo eccellente la stagionalità turistica italiana, garantendo un’attività che copre in media oltre i 10 mesi all’anno (tra i 10 e i 10,6 mesi).
  • Legame gastronomico: l’integrazione con l’offerta enogastronomica è forte. La maggior parte degli AD offre servizi di ristorazione: una quota consistente (tra il 43% e il 60%) possiede un ristorante interno aperto anche a clienti esterni, mentre una parte significativa (15-30%) opera in convenzione con i ristoranti del borgo.
  1. Mercato, clientela e tempi di permanenza

  • Pubblico: negli anni si è consolidato un equilibrio, con una progressiva e leggera predominanza dei turisti stranieri (che arrivano al 49-52% delle presenze totali). I mercati esteri costantemente più forti sono la Germania e gli Stati Uniti, affiancati da Francia e Nord Europa.
  • Permanenza: la permanenza media degli ospiti si mantiene stabile intorno ai 2,8 – 3 giorni (pernottamenti).
  1. Bioedilizia e sostenibilità

L’impegno verso la sostenibilità e la vocazione “green” sono nel DNA dell’Albergo Diffuso, definibile come un “albergo che non si costruisce” e non crea impatto ambientale. Dai dati emergono pratiche costanti:

  • Uso quasi universale dell’illuminazione a LED (90-95%).
  • Impiego di comunicazioni interne per sensibilizzare gli ospiti al risparmio energetico (oltre il 70-80% delle strutture).
  • Adozione di pompe di calore (65-68%) e largo impiego di materiali di recupero e naturali per le ristrutturazioni e gli arredi (oltre il 60%).

 

Studio GDA, aprile 2026

Fonte: Associazione Nazionale Alberghi Diffusi (Report Annuali 2022-2026).

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