Dall’ospitalità alla Governance: la nuova era dell’Albergo Diffuso
La storia dell’Albergo Diffuso sta vivendo una metamorfosi profonda. Analizzando il percorso compiuto negli ultimi vent’anni, si nota come l’AD abbia smesso di essere una semplice curiosità per diventare un “prodotto turistico maturo”. Questo passaggio è testimoniato innanzitutto da un evidente spostamento progressivo dell’interesse dei media a livello internazionale: se nel decennio 2003-2014 l’attenzione era concentrata prevalentemente su testate locali o di settore, oggi il modello è al centro del dibattito delle grandi testate economiche e delle istituzioni internazionali.
Questa evoluzione ha portato l’”Albergo Diffuso” a diventare un termine globale, un marchio dell’ospitalità italiana riconosciuto ovunque senza bisogno di traduzione. L’analisi di quanto è accaduto nel 2025 mostra che oggi l’AD non è solo un modello originale di ospitalità ma un vero e proprio “motore di governance territoriale”.
Al cuore di questo cambiamento c’è il passaggio dal “Turismo Esperienziale” al “Turismo delle Passioni”. Sebbene il concetto di “vivere come un residente” rimanga un pilastro fondamentale, oggi molti ospiti cercano la “passione” specifica del luogo: che siano il tartufo a Portico di Romagna, le tradizioni samurai a Hirado in Giappone, l’artigianato identitario in Sardegna, o la vita dei borghi montani nel Canton Ticino o in Albania, l’AD sta diventando il contenitore fisico di queste verticalità, trasformando lo stile di vita locale in un vantaggio per lo sviluppo.
In definitiva, l’Albergo Diffuso sta uscendo dalla fase di “esperimento di ospitalità made in Italy” per entrare in quella di “standard globale di rigenerazione”. La sfida per il futuro non sarà più dimostrare la validità del modello, ma governarne la crescita esponenziale, affinché la quantità non finisca per soffocare la qualità e l’autenticità che hanno reso questo format celebre nel mondo.
Giancarlo Dall’Ara
INTERNATIONAL PRESS