Report Alberghi Diffusi 2026

Alberghi Diffusi 2026: numeri, tendenze gestionali e nuove frontiere tra sostenibilità, tecnologia e sviluppo dei borghi

 

Abstract. Il Report Alberghi Diffusi 2026 presenta una fotografia aggiornata del modello di ospitalità diffusa in Italia, analizzando distribuzione territoriale, forme giuridiche prevalenti, dotazioni ricettive e funzioni economiche connesse, inclusi i servizi di ristorazione. Il documento esamina inoltre dinamiche della domanda, effetti sulla destagionalizzazione, impatti sullo sviluppo dei borghi e pratiche di sostenibilità, con un focus sulle prime applicazioni dell’intelligenza artificiale nella gestione degli Alberghi Diffusi, offrendo una base empirica utile per policy maker, studiosi e amministratori locali.

 

Il Report Alberghi Diffusi 2026 si basa su un’indagine svolta tra gli aderenti all’Associazione Alberghi Diffusi durante il mese di febbraio 2026. Di seguito una sintesi:

Le strutture che hanno risposto al questionario si posizionano nelle regioni meridionali e nelle isole per il 50%, in quelle centrali per il 31%, mentre le altre strutture sono localizzate nelle varie regioni dell’Italia settentrionale e nel Canton Ticino.

Per quanto riguarda la forma giuridica degli AD, quella più utilizzata è la Società a Responsabilità Limitata che rappresenta i due terzi delle strutture, con un’incidenza in crescita rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti.  Il 17% degli AD è gestito da società in accomandita semplice, mentre le ditte individuali riguardano il 14% delle gestioni.

In circa un terzo dei casi la società di gestione è la diretta proprietaria di tutti gli alloggi destinati alla ricettività, negli altri due terzi la disponibilità delle case viene invece acquisita tramite altre formule contrattuali, soprattutto tramite contratti di affitto con privati. Non mancano però casi di convenzioni con enti pubblici, o comodato d’uso.

In media ogni albergo diffuso coinvolge 7 diversi edifici, si presenta con una ventina camere, per un numero medio di posti letto pari a 45 per struttura – a piena conferma delle dimensioni che risultavano nelle indagini precedenti

Le distanze che gli ospiti si trovano a percorrere per raggiungere le aree centrali comuni, sono brevi: la distanza massima tra l’area accoglienza e la camera più lontana è pari in media a 164 metri.

Il 51,6% delle strutture ha la camera più lontana entro i 300 metri dalla hall, mentre il 35,5% degli AD permette agli ospiti di andare nei propri alloggi percorrendo un tratto ancora più breve (entro i 100 metri).

Il servizio ristorante risulta essenziale nella realtà operativa degli alberghi diffusi. In quasi metà delle imprese intervistate il ristorante si rivolge anche agli esterni, dimostrando di essere uno dei punti di forza dell’offerta. Meno di un terzo sono gli AD che utilizzano ristoranti esterni convenzionati, mentre un 20% degli intervistati segnala che il servizio ristorante non è previsto (una percentuale in crescita rispetto al passato).

 

Aspetti gestionali

In media ogni albergo diffuso impiega 5 addetti fissi e 11 addetti stagionali, dando lavoro perciò, a 16 persone – un dato in aumento rispetto a quanto riscontrato in passato.

L’indagine mostra una forte tendenza alla destagionalizzazione, con una media di 10,6 mesi di apertura all’anno. Solo il 12% degli AD è operativo per un periodo inferiore ai 9 mesi annuali

Per quanto riguarda gli investimenti, il 2025 è stato un anno di grande dinamismo: il 72% delle strutture ha effettuato interventi di ristrutturazione, principalmente per migliorare o aumentare il numero delle camere e degli spazi comuni.

 

Dinamiche di Mercato e Ospiti

Il mercato di provenienza degli ospiti è omogeneamente diviso tra italiani e stranieri, che rappresentano – in valori medi – rispettivamente il 53 ed il 47% delle presenze.

I mercati esteri principali sono Germania, Francia, Europa del Nord e USA.

La permanenza media è di 2,8 giorni. Nonostante lo sforzo di apertura annuale, il peso dei mesi di luglio e agosto rimane rilevante, incidendo per circa il 54% sulle presenze totali annue.

Sostenibilità e Innovazione Tecnologica

L’utilizzo di pratiche gestionali “green” è diffuso: l’uso di illuminazione a LED è pressoché universale (90,6%). Seguono la comunicazione per la sensibilizzazione dei clienti (71,9%), l’uso di pompe di calore (68,8%) e l’impiego di materiali di recupero (62,5%).

La ricerca sul campo mostra poi che l’intelligenza artificiale sta entrando nella gestione degli AD: quasi un terzo degli Alberghi Diffusi utilizza sistemi di Revenue Management, mentre più lenta l’adozione di chatbot per l’assistenza diretta, attualmente utilizzati solo dal 6,3% del campione, ma con un 9,4% in fase di implementazione. Saranno questi i temi in discussione al prossimo Open Day degli Alberghi Diffusi di Gradara.

Giancarlo Dall’Ara, Presidente Associazione Alberghi Diffusi

 

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