Località termali contro lo spopolamento
Il modello dell’Albergo Diffuso sta guadagnando terreno in Giappone non solo come forma di ospitalità innovativa, ma come una vera e propria strategia di rigenerazione territoriale.
A confermarlo è ciò che sta accadendo nelle località termali.
Diverse di loro infatti, pur rappresentando un patrimonio culturale e naturale inestimabile, devono affrontare sfide demografiche ed economiche, molto simili a quelle dei borghi italiani.
L’idea dell’AD in questi contesti è un tentativo concreto di integrare il tradizionale concetto di Tōji (la cura termale di lunga durata) con le esigenze moderne di wellness e turismo lento, offrendo una soluzione anche al problema delle case vuote.
Il 3 giugno di quest’anno ho tenuto un incontro pubblico a Yufu (由布市), splendida cittadina termale sull’isola di Kyūshū, nel Giappone meridionale, assieme agli amici Kinoshita Koichi e Akinori Hasegawa, e ho toccato con mano l’interesse sia degli operatori e degli Amministratori, che anche dei residenti.
In precedenza avevo visitato altre località termali, e soprattutto Kusatsu Onsen – una piccola gemma nascosta tra le montagne della Prefettura di Gunma, dove ho incontrato gli albergatori – e la località di Kawanehonchō, molto rinomata anche nel passato, che si trova nella prefettura di Shizuoka, nelle Alpi meridionali giapponesi.
Da quello che ho visto l’interesse per l’Albergo Diffuso nelle “onsen” – come dicono i giapponesi -risponde infatti alle aspettative della domanda (“Soggiorno Lento”, “Wellness”…), e anche ai due macro-problemi che affliggono il Giappone:
1. Il Giappone è una nazione vulcanica e ha un patrimonio termale immenso, e sono oltre 3.000 le località termali riconosciute. Molte di queste, soprattutto le più piccole e tradizionali, soffrono di un calo di visitatori dovuto al cambiamento delle abitudini di viaggio e all’invecchiamento delle strutture ricettive tradizionali (ryokan). L’AD può essere un’alternativa per rinnovare l’offerta, senza richiedere la costruzione di nuove strutture, costose e impattanti.
2. Il problema delle case sfitte (akiya) è endemico in tutto il paese. Il numero di case vuote è pari a circa 8 milioni di unità. E le aree termali non fanno eccezione, anzi.
Ecco perché la promozione dello sviluppo dell’AD in tutto in Giappone, colloca al primo posto la diffusione di questo modello nelle località termali.
GD
INTERNATIONAL PRESS