Albergo Diffuso: l’hotel che non si costruisce

Come un’idea rivoluzionaria nata 50 anni fa sta cambiando il turismo in Italia e nel mondo

Intervista a Giancarlo Dall’Ara, ideatore del modello Albergo Diffuso | Pubblicata su Viaggi Cult, Gennaio 2026

In breve: cos’è l’Albergo Diffuso

L’Albergo Diffuso (AD) è un modello di ospitalità made in Italy che recupera case abbandonate nei borghi storici, trasformandole in un albergo “orizzontale” integrato nella comunità locale.

Le caratteristiche chiave:

  • Non si costruiscono nuovi edifici (recupero dell’esistente)
  • Camere distribuite in più edifici del borgo
  • Gestione alberghiera professionale
  • Integrazione con la comunità residente
  • Zero cementificazione

 

I numeri dell’Albergo Diffuso oggi

In Italia:

  • ~150 strutture riconosciute dall’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi
  • ~100 realtà che adottano parzialmente il modello
  • Centinaia di progetti in sviluppo

Nel mondo:
L’AD è presente in Svizzera, Germania, Albania, Croazia, Corea del Sud, Rwanda, Giappone e altri paesi.

Il nome “Albergo Diffuso” non si traduce, come pizza o pasta – a conferma della sua unicità italiana.

 

Le origini: come nasce un’idea rivoluzionaria

Carnia, primi anni ’80: il problema

Dopo il terremoto del 1976, la Carnia (Friuli) si trovava con molte case ristrutturate ma abbandonate.

La sfida: come dare loro una nuova vita turistica?

La soluzione: un albergo “che non si costruisce”

Giancarlo Dall’Ara, forte dell’esperienza con gli albergatori di Rimini, propose un’idea innovativa:

“Utilizzare le case non semplicemente mettendole in rete, come si faceva ovunque nel mondo, ma secondo una logica alberghiera: un albergo ‘orizzontale’, radicato nella cultura dell’accoglienza dei borghi”

Nasceva così il modello di Albergo Diffuso – un progetto imprenditoriale originale, diverso da qualsiasi altra forma di ospitalità.

 

Il “Turismo delle Passioni”: la nuova motivazione di viaggio

Cosa cercano i viaggiatori oggi?

I comportamenti dei viaggiatori contemporanei stanno cambiando radicalmente. Emerge quella che Dall’Ara definisce “il Turismo delle Passioni”:

“Una modalità di viaggio verso una destinazione alla ricerca di proposte generate da persone appassionate, con le quali condividere un momento di vita”

Non è turismo esperienziale tradizionale. La motivazione principale non è la curiosità, ma l’amore per qualcosa: un tema, una pratica, un sapere, un’emozione condivisa.

I numeri confermano: questa sensibilità è in rapida crescita e non riguarda affatto un “minimercato”.

Scopri di più sul turismo delle Passioni 

Storytelling vs Storymaking: l’autenticità come valore

Il bisogno di autenticità

L’Albergo Diffuso risponde al bisogno di autenticità che caratterizza i viaggiatori di oggi.

Il segreto del successo? Offre proposte non pensate per i turisti.

Come funziona nella pratica

L’ospite:

  • Vive il borgo come gli altri abitanti
  • Soggiorna in case non costruite per turisti
  • Si integra nella comunità

Perché un AD non può nascere in un borgo completamente disabitato?
Rischierebbe di trasformarsi in un villaggio turistico. È la presenza della comunità che rende possibile uno storytelling autentico.

Solo l’incontro con chi vive il luogo permette di trasformare lo storytelling in storymaking (creazione condivisa di storie).

Impatto economico: non solo turismo, ma sviluppo locale

Il valore generato dal modello AD

L’Albergo Diffuso non è una “fabbrica di turismo”, ma un progetto che genera valore economico distribuito sul territorio.

Dati dalle indagini ADI (Associazione Nazionale Alberghi Diffusi)

Impatto abitativo:

  • 71% dei borghi: aumento acquisto case da parte di non residenti
  • 77% dei casi: attrazione di nuovi abitanti

Impatto economico:

  • 50% degli AD apre e gestisce nuovi servizi (botteghe, ristoranti, laboratori artigiani)
  • 75% dei ristoranti interni agli AD è aperto anche alla clientela esterna
  • 84% dei borghi vede nascere nuovi esercizi commerciali/artigianali dopo apertura AD

Il modello economico distribuito

L’AD genera un’economia collaborativa che coinvolge:

  • Ristoratori
  • Commercianti
  • Artigiani
  • Residenti

Valorizzando le competenze diffuse del territorio.

La soluzione all’overtourism: l’esempio che viene dall’estero

I principi anti-overtourism dell’AD

  1. Recupero degli scarti
    Utilizzo di immobili abbandonati → zero nuove costruzioni → zero cementificazione
  2. Decongestione delle mete affollate
    90% degli AD aperti in luoghi meno conosciuti → riduzione pressione su destinazioni affollate
  3. Destagionalizzazione
    90% degli AD aperti tutto l’anno → distribuzione flussi turistici

L’espansione internazionale: casi di successo

Albania

Ha riconosciuto l’AD con una legge nazionale che:

  • Incentiva lo sviluppo nei borghi
  • Recupera le tradizioni
  • Crea posti di lavoro
  • Lo indica come strategia per lo sviluppo sostenibile

Giappone

Gli AD ricevono finanziamenti pubblici e rappresentano un laboratorio avanzato per sperimentare declinazioni diverse del modello iniziale.

Copertura mediatica globale

Nel solo 2025, articoli sugli AD pubblicati nei media di oltre 20 paesi: Filippine, Indonesia, Romania, Serbia, Portogallo, USA, Germania…


Conclusione

“Abbiamo più di 40 anni di storia, ma siamo solo all’inizio!”
— Giancarlo Dall’Ara

L’Albergo Diffuso rappresenta un modello di turismo sostenibile che:

  • Valorizza il patrimonio esistente
  • Rivitalizza i borghi
  • Crea economia distribuita
  • Risponde al bisogno di autenticità dei viaggiatori
  • Combatte l’overtourism

Hai un progetto di Albergo Diffuso?
giancarlo.dallara@gmail.com

Fonte originale

Intervista di Gaetano Gemiti pubblicata su Viaggi Cult, Gennaio 2026

Scarica il PDF dell’intervista originale

 

#AlbergoDiffuso #TurismoSostenibile #Borghi #HospitalityInnovation #ItalianTourism #SustainableHotels

 

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