Nuovi modelli organizzativi e gestionali dell’impresa turistica: il progetto dell’Albergo Diffuso di Artena

Autore/Autrice: Gabriele Pistilli
Anno accademico: 2006-2007
Università: Tor Vergata Roma
Email: gab.pistilli@hotmail.it

Presentazione

Nel mio lavoro ho voluto approfondire le dinamiche gestionali ed organizzative dell’impresa turistica-ricettiva locale con riguardo a una nuova tipologia: l’albergo diffuso.

Iniziamo introducendo il contesto in cui l’impresa è inserita ed opera, ovvero il sistema turistico locale (S.T.L.). Non tutte le aree turistiche possono definirsi sistemi: un sistema turistico, infatti, è un’area dotata di risorse turisticamente sfruttabili in cui tra le varie entità presenti sul territorio ovvero imprese, infrastrutture, enti pubblici, servizi, vi è cooperazione ed integrazione, e tali elementi sono tra loro strettamente interdipendenti. Dall’azione congiunta dei vari elementi che costituiscono il sistema turistico nasce il prodotto turistico: risultato qualitativo e quantitativo espresso da tale sistema, rivolto al consumatore e negoziabile sul mercato. La competitività e il successo di questo dipendono dal grado di integrazione e interazione dei vari soggetti coinvolti nel processo di creazione del prodotto.

Un sistema turistico può riferirsi ad un ambito locale, regionale o provinciale; vedremo qui le caratteristiche di un S.T.L. definito come ”contesto turistico omogeneo o integrato, caratterizzato dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali, di attrazioni turistiche, compresi prodotti tipici locali e dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate” dalla legge quadro 305/2001.

Un’impresa turistica locale è parte integrante di un S.T.L. in quanto si pone come elemento di fondamentale importanza e di connessione tra consumatore e risorse presenti sul territorio, trasformandole, valorizzandole e rendendole fruibili sotto forma di servizi. Grazie alle sinergie tra attori pubblici e privati del sistema, si generando esternalità positive reciproche sia all’impresa che al sistema in cui essa opera, con incrementi di reddito e di occupazione, assumendo un ruolo di forza motrice dello sviluppo territoriale ed influenzando la natura dell’ambiente economico, sociale e istituzionale in cui esso opera.

Prendendo in esame l’albergo diffuso, la legge Quadro sul turismo 217/1983 non menziona questa particolare tipologia, supplisce a questa mancanza la normativa regionale della Sardegna con la legge n .22 14 maggio 1984, integrata nel 1998, che è stata la prima a riconoscerlo e classificarlo, si può definire l’albergo diffuso come una multi-struttura dislocata in più edifici con una struttura non più verticale, come i tipici alberghi, ma orizzontale, ovvero più edifici all’interno di una determinata area di un centro storico a gestione unitaria e centralizzata, ma con servizi e camere dislocate in edifici distanti non più di 200mt dalla reception e con almeno 80 posti letto”. Inoltre l’albergo diffuso si differenzia dalle altre tipologie per la sua marcata attenzione all’ambiente, infatti non si costruisce ex-novo, ma si recupera il patrimonio edilizio già esistente, non più utilizzato, nel massimo rispetto degli stili architettonici, senza modificare l’assetto territoriale, favorendo lo sviluppo economico e turistico locale, con ricadute positive sull’occupazione. Gli enti locali possono favorire la nascita di tale struttura, ma la gestione riguarda comunque l’imprenditoria privata; a differenza delle imprese turistiche tradizionali, l’albergo diffuso, necessita di una gestione flessibile e dinamica, non standard, e chi gestisce tale struttura deve essere capace di integrarsi con il territorio, con la sua cultura, con l’economia locale, portando inevitabilmente a considerare e a gestire l’albergo e il territorio come un unico prodotto, diventando un ottimo strumento di gestione strategica del territorio. La competitività di un albergo diffuso dipende quindi anche dalle sinergie attivate tra i vari soggetti (privati, volontaristici e pubblici) tramite una filiera capace di relazionare gli attori del processo dal punto di vista produttivo, organizzativo, finanziario, tecnologico e commerciale.

Analizzando la situazione italiana, secondo i dati resi noti dal secondo convegno nazionale sull’albergo diffuso, in Italia oggi sono presenti 35 alberghi diffusi, le località dove sorgono tali alberghi sono: per il 33% nei comuni con un numero di abitanti compreso tra 1.000-5.000; per il 30% località con meno 500 abitanti; per il restante 37% in località con un numero abitanti superiori alle 5.000 unità. Inoltre i progetti iniziati oggi in Italia sono circa 200, di cui 52 si avvicinano maggiormente all’idea originale dell’albergo diffuso, ne possiamo vedere un esempio nel progetto di Artena.

Questo progetto, promosso dal comune di Artena in collaborazione con Colline Romane s.p.a. e A.S.P. Finance, in merito al bando PRO.V.I.S. indetto dalla provincia di Roma, volto a valorizzare lo sviluppo socio-economico degli insediamenti storici della provincia di Roma. Il comune di Artena sorge nel distretto territoriale delle Colline Romane, area a sud-est della capitale, comprendente 39 comuni, per un territorio di circa 1.000kmq; un’area omogenea ed integrata, a forte vocazione turistica, per le sua intrinseche caratteristiche ambientali, dinamiche socio-economiche. Come possiamo vedere dai dati, la domanda turistica dello scorso anno è stata di oltre 1.000.000 di presenze, con una netta predominanza del turismo nazionale su quello straniero (70%). Il progetto si basa su tre leve principali: la valorizzazione delle residenze del borgo storico; la costituzione di un circuito integrato della qualità, della ristorazione e dell’artigianato locale; sfruttamento del sistema degli attrattori turistici complementari.

Per l’attuazione della prima fase del progetto si è pensato di costituire una società veicolo, sotto forma di S.T.U. (Società di Trasformazione Urbana), ai sensi dell’articolo 120 del d.g.l.s. 276/2000: strumento organizzativo per la realizzazione di interventi complessi ed integrativi relativi al patrimonio infrastrutturale locale, consentendo di integrare pubblica amministrazione e soggetti privati, in relazione non solo alle risorse economiche, acquisendo così le aree interessate, trasformandole e commercializzandole, tramite strumenti organizzativi di partenariato misto pubblico privato. Il compito della pubblica amministrazione è quello di esprimere gli indirizzi del programma di traformazione, mentre il compito dei privati è quello di fornire un know-how manageriale e gestionale adeguato per la realizzazione degli interventi. Caratteristiche peculiari dell’albergo diffuso di Artena sono quindi: sostenibilità ambientale (tramite la valorizzazione del patrimonio immobiliare e residenziale, senza interventi infrastrutturali ex-novo); rispetto dell’ambiente culturale e dell’identità del luogo; incremento della presenza turistica e commerciale del distretto territoriale; aumento della permanenza media dei turisti; incremento del reddito e dell’occupazione locale tramite il rilancio del tessuto socio-economico; articolazione dell’offerta (differenziazione dell’offerta in modo da ottenere un target potenziale alto e strategie di differenziazione di prezzo); originalità e stile gestionale innovativo. Tramite un’analisi SWOT possiamo evidenziare punti di forza di debolezza, opportunità e minacce per la fattibilità del progetto. Tra i punti di forza possiamo inserire:offerta di servizi turistici integrati, sostenibilità ambientale e innovazione; tra le debolezze invece una mancanza di sinergie tra gli imprenditori operanti sul territorio. Tra le opportunità possiamo annoverare la localizzazione geografica del comune nonché la presenza di attrattori turistici importanti e la presenza di enti per una governance territoriale; tra le minacce invece vi è una mancanza di cultura imprenditoriale volta alla valorizzazione del territorio e un inadeguato livello delle infrastrutture ferroviarie.

Altra parte importante del progetto è l’attuazione di un circuito della qualità, dell’artigianato, del commercio e della ristorazione, tramite il recupero di numerose attività produttive locali di nicchia, per trasmettere e salvaguardare il know how produttivo locale; creando nuovi impieghi basati sull’auto imprenditorialità giovanile per avviare un processo di diffusione di micro-imprese e botteghe all’interno del borgo storico di Artena, con interventi volti a creare aggregazioni tra i vari esercizi commerciali creando un vero e proprio “centro commerciale all’aperto” per aumentare il flusso turistico.

Possiamo concludere dicendo che sfruttando anche le opportunità date dal sistema degli attrattori del contesto territoriale limitrofo (outlet-fashion district e il theme park di Valmontone, le ville tuscolane, il parco scientifico di Colleferro e il parco naturale del Paliano) il progetto nasce per dare una risposta concreta alle domanda turistica del Distretto stimando di attrarre un potenziale di 4,5milioni di visitatori.

Gabriele Pistilli

Il relatore Chiar.ma Prof. Paola Anna Maria Paniccia

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