L’Albergo Diffuso:
origini, caratteristiche e prospettive di sviluppo
Abstract
Il turismo è attualmente, a livello
mondiale, il settore economico che presenta i maggiori incrementi di
fatturato.
La crescita esponenziale della domanda
turistica registra in questi ultimi anni la richiesta da parte di un
numero sempre maggiore di turisti, di conoscere i luoghi visitati nella
loro autenticità, e di riscoprire le culture e le tradizioni locali, nel
pieno rispetto dell’ambiente culturale; per contro, dal lato
dell’offerta, si assiste alla nascita di piccole strutture ricettive di
qualità, ricavate del patrimonio edilizio esistente non più utilizzato,
che attraverso opere di ristrutturazione rispettose degli stili
architettonici e dei materiali utilizzati, sono perfettamente in grado
di intercettare le tendenze di personalizzazione che caratterizzano oggi
la domanda.
In alcuni Paesi europei sono state
avviate diverse iniziative di recupero degli edifici da parte delle
istituzioni pubbliche, allo scopo di promuovere lo sviluppo rurale; sono
sorte così delle strutture ricettive in edifici che un tempo erano
castelli, monasteri, fattorie, case di campagna. Queste esperienze hanno
già avuto modo di dimostrare la validità dell’offerta e l’apprezzamento
di strutture di questo tipo da parte dei turisti, oltre al loro cospicuo
contributo allo sviluppo socioeconomico dei contesti di riferimento. Le
proposte che hanno una maggiore visibilità in quanto ormai consolidate
nel mercato comunitario, sono le catene dei Paradores spagnoli,
dei Solares portoghesi e dei Gîtes
de France.
Anche l’offerta ricettiva italiana sta
conoscendo nuove forme di ospitalità che valorizzano in particolar modo
le zone rurali in tutte le loro specificità ambientali e culturali;
sono, i modelli di ospitalità diffusa, che si presentano con
denominazioni e modelli gestionali differenti.
Il lavoro svolto tratta in particolar
modo del modello dell’Albergo Diffuso, distinguendolo innanzitutto dagli
altri modelli (Borghi Albergo, reti di Bed and Breakfast, circuiti di
Affittacamere), trattando i vari aspetti relativi alla sua nascita, ai
suoi punti di forza per lo sviluppo turistico, e all’attuale normativa
di riferimento.
In considerazione della novità e della
varietà delle proposte di ospitalità diffusa presenti attualmente in
Italia, si è ritenuto opportuno trattare specificamente alcuni casi di
studio rappresentativi del fenomeno.
La procedura è stata la seguente. Sono
stati inizialmente ricercati un numero significativo di casi empirici da
studiare, e classificati in base ai modelli maggiormente ben definiti
(Borgo Albergo, Albergo Diffuso, reti di Bed and Breakfast, circuiti di
Affittacamere).
E’ stato poi predisposto un questionario
inerente l’idea progettuale, la realizzazione, le strutture, la
gestione, i risultati e le prospettive di sviluppo, con l’obiettivo di
ottenere dei dati quanto più omogenei per poter effettuare un’analisi
comparativa (il questionario è stato compilato durante le interviste
effettuate in visita alle strutture presenti in Sardegna, e inviato
tramite posta elettronica ad altre strutture presenti in Italia, previa
richiesta di collaborazione).
I casi oggetto di analisi specifica sono
stati Il Borgo di San Lorenzo (Sauris-UD), Monteprât di
Forgaria (UD), Sas Benas e Antica Dimora del Gruccione (Santu Lussurgiu-OR) e Corte Fiorita (Bosa-NU); l’esposizione ha
riguardato aspetti quali l’ambiente di primo riferimento, l’idea
progettuale, la realizzazione, la gestione dell’attività, i rapporti col
territorio e con la popolazione locale.
L’analisi comparativa dei casi esaminati
ha messo in risalto che l’idea di trasformare in nuove strutture
ricettive il patrimonio architettonico esistente, nasce spesso
dall’esigenza di rinnovare il territorio rurale recuperando gli spazi
non più utilizzati a causa dello spopolamento dei centri storici,
favorendo allo stesso tempo lo sviluppo turistico e quindi economico,
dell’ambiente di primo riferimento, anche attraverso l’utilizzazione dei
moderni strumenti del marketing turistico e delle nuove tecnologie in
tema di informazione e comunicazione.
Una spinta fondamentale per la
realizzazione delle strutture oggetto di studio è stata data dalla
previsione degli interventi di recupero all’interno di piani di
promozione e valorizzazione del territorio e dagli incentivi comunitari
previsti dai programmi LEADER.
Lo studio della natura e delle
conseguenti implicazioni derivanti dalle specificità territoriali che
caratterizzano i contesti di riferimento, ha assunto una rilevanza
cruciale nella comprensione delle problematiche gestionali dei casi
esaminati; è dalle caratteristiche dell’ambiente di primo riferimento,
infatti, che nasce il problema organizzativo, e sempre nell’ambiente di
primo riferimento vanno ricercate le opportunità per la realizzazione
dell’idea progettuale e la soluzione dei problemi gestionali che si
presentano nella conduzione dell’attività.
I contesti di riferimento esaminati, pur
se trattasi di due zone fisicamente distanti e diverse tra loro,
presentano alcune condizioni analoghe che hanno favorito la nascita di
queste strutture. Sia la condizione di insularità relativa alla
Sardegna, che l’alta montagna del Friuli, hanno determinato un
sostanziale isolamento sociale ed economico e quindi una minore
esposizione agli influssi e agli scambi culturali rispetto ad altre
zone; questo ha favorito a sua volta la conservazione delle tradizioni
culturali, che presentano, in entrambi i casi, una notevole variabilità
sociale e spaziale.
Uno degli aspetti tipici del fenomeno in
oggetto, è la circostanza che i soggetti promotori dell’iniziativa (tra
i quali è sempre presente un Architetto pratico di opere di
riqualificazione urbana), abbiano cercato la collaborazione dei
proprietari delle strutture per dare avvio alle opere di
ristrutturazione rese possibili dalla previsione di fondi finanziari
pubblici per la copertura di gran parte delle spese sostenute, e abbiano
in seguito costituito delle organizzazioni allo scopo di realizzare la
struttura ricettiva e di gestirla in modo unitario.
Altro aspetto tipico è il forte
collegamento col territorio dovuto alla provenienza esclusivamente
locale di tutte le forniture necessarie per lo svolgimento
dell’attività.
Per quanto riguarda il livello di
formazione dei soggetti impiegati nello svolgimento delle funzioni
direzionali e gestionali dell’attività, questo si è rilevato funzionale
al perseguimento degli obiettivi, consentendo spesso notevoli vantaggi
di costo.
In tutti i casi esaminati si evince che i
territori in cui sono state avviate nuove iniziative di ospitalità
diffusa, stanno vivendo una fase positiva di valorizzazione e riscoperta
delle tipicità locali attraverso l’offerta di un soggiorno in luoghi che
possiedono una sempre maggiore dotazione di servizi efficienti. I primi
periodi di attività dimostrano la validità dell’offerta turistica posta
in essere in considerazione della reale capacità di integrazione dei
redditi della popolazione locale e di sostegno alle attività commerciali
presenti nella località di riferimento.
Tra le prospettive di sviluppo si
individua in particolare la configurazione a rete, in linea con le
esperienze riferite ai Paesi europei presentate nel secondo capitolo. In
Italia sono già presenti iniziative simili, prettamente a carattere
enogastronomico come le Città Slow, le Città dell’Olio le Città del
Vino.
Francesca Deidda
Laurea in Economia Aziendale A.A.
2003-2004
Facoltà di Economia - Università degli
Studi di Cagliari
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