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L’albergo diffuso di Orroli
Orroli, un paese ricco di storia e storie, in Sardegna, ai confini tra le province di Cagliari e Nuoro, è la nostra nuova meta del viaggio tra gli Alberghi Diffusi in Italia.
E’ proprio qui, in questo paese dai ritmi lenti e dal vivere sereno, Orroli è tra i paesi con il maggior numero di centenari d’Italia, che si trova l’Albergo Diffuso Omu Axiu dai gusti antichi eppure freschi, nuovissimi.
Ci arriviamo da Cagliari dopo 70 chilometri, percorrendo una strada che anche d’estate conserva il fascino degli ampi spazi del Campidano di Cagliari, ma che offre soprattutto in primavera ed in autunno uno spettacolo impedibile di colori, profumi, varietà di paesaggi.
Sono assolutamente da non perdere, ad esempio, poco prima di entrare nel paese, alcuni scorci realmente suggestivi dei due laghi artificiali della zona, il Mulargia ed il Flumendosa, integrati perfettamente nel paesaggio naturale, che ospitano gare di canottaggio e di pesca sportiva.
Una volta arrivati ad Orroli siamo accolti con gran cordialità da Tonia Laconi, proprietaria e vera e propria anima dell’Albergo Diffuso, un’energica e dolce signora di 75 anni che ha infinite storie da raccontare e tanta arte della Cucina da trasmettere.
Tonia inizia a raccontarci la storia della sua famiglia, mentre ci accompagna verso il primo nucleo dell’Albergo, la Casa Museo- Ristorante, che fa anche da punto d’accoglienza.
Ascoltiamo con grande interesse e coinvolgimento la storia di una famiglia dinamica e attenta alla tradizione, un marito scultore di grande talento morto da qualche anno.
Una famiglia che continua la tradizione con i figli Marco e Stefano, che si occupano di diversi aspetti delle aziende di famiglia, e soprattutto con Agostino che ci attende davanti all’ingresso della casa che è la mente organizzatrice della struttura e di diverse iniziative turistiche del territorio.
Una bella storia, che apprezziamo ancora di più quando attraversato il portico di Omu Axiu (Casa Vargiu nella lingua Sarda) entriamo nell’ampia corte, circondata dai diversi edifici, dove al centro scorgiamo un magnifico olivo millenario, che ci fa sentire come se fossimo nella casa dei nostri avi.
Tutto sembra fermarsi in una calma profonda e quasi irreale, viene interrotta da Tonia che ci conduce alla scoperta delle diverse parti della struttura.
Visitiamo i vasti spazi, sia al coperto sia all’aperto, destinati alla ristorazione, arredati con mobili realizzati da ottimi artigiani della zona, prima di arrivare all’ampia cucina.
Questo è il vero regno di Tonia, qui prepara pietanze di antica e squisita tradizione, provare per credere, che nascono da una profonda ricerca e dall’amore per il territorio e le tradizioni locali.
Da qui ci spostiamo in un’altra ala del complesso destinata al piccolo e curato Museo delle Tradizioni dove troviamo proprio all’ingresso l’ambiente, dove Tonia insegna ai visitatori più interessati e alle numerose scolaresche che qui arrivano, come si fa il pane e la pasta nella maniera antica, coinvolgendo nelle lezioni perfino serissimi giapponesi
Continuando la visita si trova anche uno spazio al piano superiore, dedicato al tradizionale ricamo sardo, dove sono collezionati alcuni pezzi di grande pregio.
Terminata la visita, usciamo dalla casa e ci incamminiamo verso l’edificio centrale dell’Albergo Diffuso, che si trova in una via laterale a circa 200 metri dalla Casa Museo.
Un edificio tipico del paese su due piani, che dispone di ventitré posti letto, comprese due suites, ristrutturato di recente e che dispone di nuovi arredi espressamente realizzati da abili artigiani sardi.
Ambienti semplici, senza dispendiosi gadget, ariosi e di gusto, che comunicano una sensazione di tranquillità e benessere,
Agostino, ci spiega come L’Albergo Diffuso svolga anche un ruolo di presidio turistico e culturale orientando i turisti/viaggiatori, verso mete ancora poco conosciuti ma di grande fascino.
Luoghi magici tra gli altri come il Nuraghe Arrubiu a pochi chilometri dal paese, dalle dimensioni ancora più imponenti del complesso di Barumini, forse il più famoso ma tutto il territorio è ricchissimo di segni del passato più misterioso della Sardegna.
E’ poi possibile esplorare il territorio sfruttando i percorsi naturalistici, adatti per il trekking e la mountain bike che per la semplice escursione.
Qui è possibile arrivarci anche con il Trenino Verde, un treno d’epoca che dalla primavera all’autunno porta i turisti da Cagliari ad Arbatax in un viaggio di avventura alla scoperta della Sardegna meno conosciuta, e che proprio qui ha una tappa tra le più affascinanti ed intriganti.
Un territorio tutto ancora da scoprire, quindi, che sta a mano a mano crescendo per la cura con cui è mantenuto da chi lo ama come Tonia ed Agostino, e che ci dispiace abbandonare, ma che ci da anche lo stimolo per ritornare presto e poter gustare nuovi racconti e nuove scoperte in questo angolo di Sardegna così speciale.
(Paolo Marongiu) |
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