Il Paese albergo di Riace

Nel nostro viaggio nelle diverse realtà dell’Ospitalità diffusa, non poteva mancare una visita in Calabria, regione che ha visto nascere alla fine degli anni 90 il modello del Paese Albergo. Questo modello è stato realizzato con particolare vivacità nella Locride, il cuore dell’antica civilizzazione greca, estremo lembo d’Italia sul versante Ionico della provincia di Reggio Calabria. Precisamente a Riace un bellissimo paese ricco di storia, ma povero d’abitanti, ormai solo 600, conosciuto ingiustamente per lo più solo per i famosi bronzi che ora si trovano al Museo Nazionale di Reggio Calabria. La località conserva ancora nelle sue due borgate di Riace Marina e Riace Vecchia tutto il fascino solare della cultura e dell'ambiente del mediterraneo antico. Dopo aver ammirato lo splendido mare  ci indirizziamo verso la parte alta del paese, che si trova a sette chilometri dalle spiagge. Al nostro arrivo l'antico borgo sulla collina si presenta come un piccolo gioiello artistico e ambientale. L’abitato conserva i tratti di città muraria e racchiude palazzi gentilizi di notevole fattura circondati da uliveti e da una flora mediterranea ricca di colori e di umori caldi, in cui domina la ginestra. Proprio questo patrimonio artistico così splendido e inutilizzato ha spinto l'associazione Città Futura "G. Puglisi” a progettare l’iniziativa Riace Paese Albergo. Tutto è partito dall’arrivo di 250 profughi curdi, che sbarcarono il primo luglio del 1998 sulle stesse spiagge che ospitarono i bronzi, profughi come migliaia d’altri ormai sulle nostre coste meridionali. L’associazione chiese, allora, alle famiglie di emigranti di prestare le case ormai vuote ai curdi, in modo da integrare i profughi nel territorio per quel periodo di soggiorno. Questi ospiti così particolari, furono accolti con grande calore per un anno, prima di proseguire per altre mete, animando le strade vuote del centro storico con la loro contagiosa vitalità. Visto il risultato positivo di questa operazione, l'associazione pensò all’opportunità di trasformare il vecchio centro storico in un Paese Albergo, una volta che gli ospiti fossero andati via.

L'intento era di recuperare la cultura e le tradizioni popolari sviluppando una proposta di Paese Albergo, non solo come progetto turistico fine a se stesso ma soprattutto come incontro di culture, possibilità di lavoro per i residenti e di svago intelligente e arricchente per gli ospiti. Questo progetto è stato realizzato a partire dal 1999, grazie anche ad un finanziamento della Banca popolare Etica di Padova e all’appoggio di numerose organizzazioni locali ed ha permesso all’Associazione di ristrutturare 20 case, per un totale di cento posti letto.

Il Centro di accoglienza di questo sistema di’ ospitalità diffusa, si trova a Palazzo Pinnarò un edificio di impianto spagnolo. L’edificio non è solo il punto di accoglienza centrale, ma anche un centro di aggregazione e animazione sociale, sede inoltre di un piccolo Museo permanente della Storia e delle Tradizioni popolari. Un punto centrale da cui partire per esplorare il paese e il suo patrimonio ancora poco conosciuto di cultura e tradizioni. L'ospite curioso può visitare tra le numerose iniziative proposte, il laboratorio per la tessitura artigianale della ginestra, situato all'interno di un vecchio mulino ristrutturato. La lavorazione è ancora effettuata con antichi telai manuali e si può essere protagonisti di stages dimostrativi sulla tessitura e l'utilizzo delle fibre naturali. Non rimane deluso nemmeno chi cerca qui modi e gusti inalterati che sono curati dagli abitanti del Borgo seguendo i ritmi ancestrali della natura e delle feste. Vi consigliamo allora, la visita al frantoio, con macine di pietra per la spremitura a freddo dell'olio d'oliva, e al laboratorio che produce confetture di agrumi e dei famosi cedri calabresi. Un'altra golosità da non perdere è la degustazione di ricotta e formaggi e del pane a lievitazione acida. Da non perdere poi la semplice ma ricca cucina tradizionale della "Locanda di Donna Rosa", una vecchia abitazione ristrutturata e adattata a locale tipico, con pavimenti e arredi di legno naturale.

 

Esperienze che rimangono mentre ci allontaniamo dal paese , come i colori e la qualità dell’accoglienza che è possibile gustare solo quando l'ospitalità è diffusa non solo nelle case ma anche tra la gente.

Paolo Marongiu

 

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