Antica Dimora del Gruccione

Santulussurgiu, è un piccolo paese dai colori brillanti vicino ad Oristano, circondato da boschi splendidi e remoti che, anche grazie alle scelte di un Gal intraprendente è diventata in pochi anni la capitale dell’albergo diffuso della Sardegna, sfruttando la potenzialità dei programmi Leader II per lo sviluppo rurale.

Un primato che è stato conquistato dopo una gestazione laboriosa, ma che ha creato due esempi molto interessanti e diversi di Albergo diffuso:

 

  • Sas Benas centrato maggiormente sulla ristorazione e sulla valorizzazione della musica.

  • L’Antica Dimora del Gruccione che rielabora in modo originale le sensibilità della memoria e dei gusti del territorio in un’ antica casa padronale del 700.

 

Partiremo proprio da quest’ultima struttura nella nostra visita a Santu Lussurgiu.

L’Antica Dimora del Gruccione si trova nel centro del paese,  in Via Michele Obinu, una breve graziosa salitella dietro la chiesa di San Pietro.

 

L’albergo, realizzato in una casa padronale del 1700, è nascosto dietro un grande muro di cinta, dipinto secondo i tradizionali impasti di colore tipici del paese, appena riscoperti.

 

Quando entriamo  nel  giardino della casa padronale,  ritroviamo  lo spirito originale e raffinato dell’accoglienza delle case sarde aristocratiche e possiamo fare un viaggio nel tempo, nello scorrere naturale delle stagioni.

 

Questa sensazione assume contorni ancora più precisi e affascinanti quando si ascolta da Gabriella Belloni, com’è stato possibile costruire un Albergo Diffuso dalle note così particolari.

 

Gabriella, proprietaria e anima dell’iniziativa, è nata a Roma da padre veronese e da madre sarda, erede di una delle famiglie più importanti del paese, ed ogni estate, nella sua infanzia e prima giovinezza,  tornava in questi luoghi  per trascorrere le vacanze.

 

Vacanze che  in Gabriella hanno lasciato una colonna sonora di ricordi ed emozioni, evocate dai voli e dai colori del gruccione.

 

Il gruccione è un uccello migratore dalle brillanti tinte, che arriva  dall’Africa con le prime note dell’estate e trova una sede ideale per nidificare  nei boschi intorno a Santulussurgiu.

 

Ed è proprio da quel canto, dalla delicate sensazioni vissute in quei luoghi,  che è poi nato il disegno di ritornare e ridare vita  alle atmosfere allora ascoltate, rinnovandone la vita con un ospitalità nuova  e antica insieme.

 

Un’ospitalità pensata alla luce della creatività, uno spazio costruito con amore nel rispetto della memoria che si rinnova, che si propone come un luogo lontano dalle consuetudini in cui maturare e realizzare incontri sempre diversi.

Al Gruccione è possibile vivere anche esperienze di crescita individuale nel contesto di una vacanza ricca di attività a favore del benessere olistico dell’individuo.

 

 

Queste parole diventano realtà,  quando si accede allo splendido salone del piano Terra, dagli arditi archi a botte, dedicato ai momenti di incontro e alla  ristorazione, arredato con pezzi di antiquariato e semplici soluzioni di ambiente.

 

Un luogo speciale che fa nascere una complicità anche tra ospiti che, pur non conoscendosi,  godono delle conversazioni della padrona di casa, che organizza spesso iniziative culturali pensate espressamente per gli spazi dell’Albergo.

 

Molti artisti hanno scelto questa sala per ambientarvi creazioni teatrali e musicali aperte ad un numero selezionato di utenti.

L’ambiente è anche ambito da esperti gastronomi per organizzare convivi enogastronomici e degustazioni.

 

Dopo aver completato la visita al piano terra ci  facciamo guidare al piano superiore dove batte il cuore antico della casa.

 

Prima di risalire  l’elegante scalone notiamo, nell’atrio, un angolo ricco di libri sulla natura,  punto di partenza di vari percorsi dedicati al libro.

 

Al piano superiore visitiamo l’ampia reception e le camere per gli ospiti l’una diversa dall’altra, distinte nei colori e nelle sensazioni dove vi capiterà di svegliarvi rilassati e leggeri.

 

Si passa dalle atmosfere più aristocratiche della Camera Verde e della Camera Rossa accanto all’antica cucina, alle stanze da letto del piano ammezzato che riflettono la fusione tra lo spirito della casa lussurgese ed il percorso culturale e personale della proprietaria.

 

Un’ospitalità sempre diversa, nello spirito dell’albergo diffuso, in cui l’ospite si sente coinvolto nello sviluppo di un progetto, che gli consente di conoscere il territorio partecipando spontaneamente alla sua vita culturale e riscoprendo un proprio tempo interiore, ritenuto ormai smarrito.

 

Un’impressione che ci accompagna mentre usciamo da questo mondo sospeso e disteso, con molte curiosità inespresse, e che ci invita a ritornare per comprendere e conoscere meglio la natura dell’ospitalità diffusa.

 

P. Marongiu, 14 agosto 2003

 

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